Foliage nel parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Il foliage nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è uno dei momenti più belli da osservare e fotografare nei boschi in autunno.

Il foliage nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è un evento magico da fotografare e assaporare. Nelle giornate serene il sole rimane basso all’orizzonte, evidenziando le splendide sfumature dei colori che vanno dal giallo acceso all’arancione. Passeggiando nella tranquillità dei boschi ci si perde fra colori intensi e aromi particolari. I momenti migliori per fotografare Il foliage nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi sono il primo mattino e il tardo pomeriggio, quando il sole radente esalta le ombre e i colori. Sono le ore meno frequentate dai turisti e camminare immersi nell’atmosfera dorata dell’autunno è ancora più piacevole.

Il sole sorge dietro gli alberi creando una fantastica silhouette | Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Doppia esposizione in camera | Canon 5D mark III, Canon 70-200 mm f/4 L is

Guardare in alto può creare risultati creativi e inaspettati | Canon 5D mark III, Zeiss Distagon 21 mm f/2.8

Sono tante le gradazioni di colore che caratterizzano il fogliame degli alberi durante autunno | Canon 5D mark III, Canon 24-105 mm f/4 L is

Mentre in città le foglie iniziano a cadere, nelle Foreste Casentinesi pioppi, faggi e castagni esplodono in una sinfonia di colori che sfumano dal rosso acceso al giallo sgargiante. In questa stagione il sole non è mai troppo forte neanche durante il resto della giornata perché rimane abbastanza basso all’orizzonte. Filtra tra gli alberi avvolgendo il bosco con lunghe ombre. Le temperature sono gradevoli e camminare è molto rilassante. La tipica foschia dei torridi giorni estivi lascia il posto a cieli limpidi e sereni. L’autunno è la mia stagione preferita per immortalare l’essenza della foresta.

Canon 5D mark III, Canon 70-200 mm f/4 L is

Canon 5D mark III, Canon 70-200 mm f/4 L is

Che cos’è il foliage? E’ una parola adottata dall’inglese che letteralmente significa “fogliame”. In fotografia indica il periodo autunnale quando le foglie si tingono di colori caldi prima di cadere. Questo fenomeno varia secondo diversi fattori come clima, altitudine, esposizione al sole e siccità. Nell’arco alpino l’albero che rappresenta meglio l’autunno è il larice: i suoi aghi si tingono di giallo dorato con pennellate arancioni. Con un repentino e duraturo calo delle temperature i colori autunnali esplodono e le foglie hanno il tempo di cambiare colore prima di cadere.

Canon 5D mark IV, Canon 24-70 mm f/2.8 L II

Rami e foglie vengono costantemente illuminati creando diverse opportunità fotografiche | Canon 5D mark IV, Canon 24-70 mm f/2.8 L II

Il controluce evidenzia la forma e la trama delle foglie del castagno | Canon 5D mark IV, Canon 24-70 mm f/2.8 L II

Gli alberi sono il simbolo per eccellenza del foliage nelle Foreste Casentinesi e ci sono centinaia di percorsi all’interno del parco, dalla Romagna alla Toscana. Per rendere un’immagine più interessante bisogna avere un occhio di riguardo alla composizione, sperimentare inquadrature insolite e catturare condizioni di luce particolari. Fotografare in autunno però non vuol dire concentrarsi esclusivamente sul paesaggio. Una gran varietà di funghi e licheni popola il sottobosco nello scenario unico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Sono ottimi soggetti per fare macro fotografia.

Un vivace gruppetto di Calocera viscosa | Canon 5D mark 3, Canon 50 mm macro, twin flash

Un Hericium clathroides, mi piace molto il contrasto fra il candore di questo fungo e il colore scuro della corteccia | Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 ZA OSS Vario Tessar T*

Una grossa Limax tipo Marradi | Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 ZA OSS Vario Tessar T*

Primordi di Phholiota sp. spuntano sulla corteccia di un tronco | Canon 5D mark 3, Canon 50 mm macro, twin flash

Micena sp. i classici funghetti che colonizzano i tronchi marci | Canon 5D mark 3, Canon 50 mm macro, twin flash

Foliage nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove vederlo e fotografarlo

Ci sono tantissimi sentieri all’interno del Parco delle Foreste Casentinesi. Per fotografare il foliage c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io preferisco la strada che da Badia Prataglia porta all’eremo di Camaldoli, interamente percorribile in macchina. Da Bagno di Romagna bisogna imboccare la strada provinciale 124 Umbro Casentinese Romagnola che porta al Passo dei Mandrioli, il confine fra la Romagna e la Toscana a 1.173 metri di altitudine. Lasciando la macchina in cima al passo, ci sono numerosi scorci che dal crinale spaziano su tutta la vallata.

Alba vista dal Passo dei Mandrioli | Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Passo dei Mandrioli | Canon 5D mark III, Canon 24-105 mm f/4 L is

Arrivati nel centro del piccolo paese di Badia Prataglia, bisogna girare a destra prima della piazza XIII Aprile e prendere via Fiume d’Isola. La strada inizia a salire verso la prima tappa attraversando il bosco, le Tre Cascate in località Capanno.

Le Tre cascate di Badia Prataglia | Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Canon 5D mark IV, Canon 24-70 mm f/2.8 L II

La strada provinciale 124 dell’Eremo diventa sterrata fino al bosco di Fangacci. Il faggio è uno degli alberi più eleganti e slanciati dell’Appennino. Adoro passeggiare all’interno della grande faggeta tra gli enormi alberi secolari che svettano fino a toccare il cielo. Qui le condizioni meteo sempre differenti offrono occasioni uniche per fotografare l’autunno.

Il maestoso bosco di Fangacci | Canon 5D mark III, Zeiss Distagon 21 mm f/2.8

Canon 5D mark IV, Canon 70-200 mm f/4 Lis

Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Canon 5D mark IV, Canon 70-200 mm f/4 Lis

Tra curve e tornanti si arriva a un incantevole scorcio sul lago e sulla diga di Ridracoli, poco prima di arrivare a Prato alla Penna. La diga, alta centotre metri, è stata terminata nel 1983. L’invaso è grande più di mille chilometri quadrati con una profondità massima di ottantadue metri.

La diga di Ridracoli | Sony A7R III, Sony 70-200 mm f/2.8 GM

Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

La strada provinciale diventa nuovamente asfaltata e alla fine si raggiunge l’eremo di Camaldoli con la sua graziosa farmacia, dove prendere un buon caffè accompagnato da un bicchiere di Elixir dell’eremita. Poco distante c’è il laghetto Traversari raggiungibile a piedi con una breve e facile passeggiata. E’ un lago artificiale ormai naturalizzato da anni.

Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Canon 5D mark IV, Canon 24-70 mm f/2.8 L II

Sony A7R III, Sony 16-35 mm f/2.8 GM

Laghetto Traversari | Leica M9, Leica Summicron 35 mm f/2

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