16/05/2014

Ghetto di Venezia, il più antico del mondo

Il Ghetto di Venezia è un quartiere unico e affascinante con secoli di storia alle spalle. Lontano dal caos della zona turistica, poche persone si avventurano per i suoi vicoli. Superato il Ponte delle Guglie c’è un “sottoportego” ben mimetizzato fra le mura dei palazzi, talmente piccolo e stretto da passare quasi inosservato. Immediatamente la confusione svanisce e il tempo sembra rallentare.

A prima vista il ghetto di Venezia offre solo muri scrostati e case fatiscenti | Canon 5D3, Zeiss Distagon 21mm

Le origini del ghetto di Venezia risalgono al 1300 dove i primi ebrei autorizzati a vivere in città iniziarono a vendere stracci usati. Col passare del tempo il numero di ebrei aumentò e agli inizi del 1500 il governatore decise che gli ebrei dovevano rimanere confinati all’interno di una piccola isola chiamata Ghetto Nuovo. Gli ebrei grazie alla loro maestria nel commercio assunsero sempre più potere all’interno della repubblica, fino a quando i primi movimenti antisemiti limitarono le loro attività. Di notte le entrate al Ghetto di Venezia erano addirittura sbarrate, dato che non era loro permesso uscire dopo il tramonto.

Nel ghetto di Venezia gli abitanti oggi sono poco più di cinquecento | Leica M9, 35mm Summicron ASPH

Oggi il ghetto di Venezia è ricco di fascino ed è un piacere passeggiare per i suoi vicoli in tutta tranquillità, soprattutto ogni sabato durante lo Shabbat (la festa del riposo) quando è possibile vedere i bambini che giocano nella piazza del Ghetto Nuovo e gli adulti che si recano verso i luoghi di preghiera vestiti con abiti tradizionali.

Gli edifici affacciati sulla piazza del Ghetto Nuovo sono i più alti di tutta Venezia | Leica M9, 35mm Summicron ASPH

All’interno del ghetto di Venezia ci sono cinque sinagoghe ma non è per nulla facile riconoscerle. Sono all’interno di normali palazzi (tre si affacciano sulla piazza del Ghetto Nuovo) e l’unica cosa che rivela la loro presenza sono le scritte ebraiche sui muri e la fila di cinque finestre all’ultimo piano. E’ possibile visitare le sinagoghe accompagnati da una guida acquistando il biglietto d’ingresso per il museo ebraico (eccetto il sabato). Gli ebrei erano scaltri mercanti e gli unici autorizzati dalla Serenissima a prestare denaro e per questo erano visti come usurai ricchi e avidi. All’interno del ghetto ci sono tre banchi dei pegni di cui uno (il Banco Rosso recentemente restaurato e aperto al pubblico) è situato nella piazza principale.

Ghetto di Venezia | Leica M9, 35mm Summicron APSH

Per questo breve soggiorno ho scelto il Kosher House Giardino dei Melograni, un hotel ebraico all’interno del Ghetto di Venezia. Sono rimasto molto colpito dalla camera molto spaziosa con una bella vista sui canali e dalla gentilezza del personale. Il costo rispetto a un tradizionale albergo a Venezia è più basso e si affaccia sulla piazza del Ghetto Nuovo. E’ un albergo certificato kosher dal rabbino e si raggiunge a piedi in dieci minuti partendo dalla stazione.

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