09/05/2014

L’incredibile e variegato mimetismo degli insetti tra cacciatori e prede

Il mimetismo per gli animali è una dote molto importante.

L’arte del mimetismo è una delle principali tecniche di sopravvivenza utilizzata da molti animali. Adattare il proprio corpo, il colore o le proprie movenze secondo l’habitat in cui vivono è una vera e propria arte. In questo modo i predatori riescono a cacciare con maggior successo mentre le prede passano inosservate agli occhi dei loro aggressori. Gli animali usano tutte le sfumature di colore per nascondersi o attaccare, ma anche per corteggiare. Solitamente se un insetto vuole scomparire nell’ambiente usa colori sobri come le varie tonalità di verde e marrone.

Caligo memnon, un gioiello tropicale. I disegni sulla parte inferiore delle ali imitano i grandi occhi di gufo o civetta per spaventare i predatori | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

MIMETISMO CRIPTICO

Gli animali scoprono un eventuale pericolo grazie alla percezione del movimento. Se il predatore si confonde fra i colori e le forme del substrato, dei rami o dei fiori, ha molte più possibilità di riuscire a catturare le sue prede. Molte specie d’insetti si sono evolute in modo tale da somigliare a ramoscelli, spine o foglie. Altri si sono specializzati riducendo al minimo i loro movimenti per diventare tutt’uno con l’ambiente. I bruchi della famiglia Geometridae per esempio, ma anche gli insetti stecco o foglia sono dei campioni in questo tipo di mimetismo. Alcuni imitano i colori e le forme dell’ambiente circostante per passare inosservati. Le mantidi fiore o i ragni della famiglia dei Thomiside sono degni rappresentanti del mimetismo criptico. Gli insetti foglia, abitanti delle foreste tropicali asiatiche, imitano oltre al colore anche il lento movimento delle foglie, diventando praticamente invisibili agli occhi dei predatori.

Il ragno granchio, o granchio dei fiori [Thomisus onustus] rimane in agguato immobile su una pianta di Euphorbia imitandone i colori | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

Alcuni lepidotteri riescono perfettamente a passare inosservati | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

Anche i rettili e gli anfibi sono maestri di mimetismo come questa Tarentola mauritanica | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

In questo caso il ragno granchio non ha capito bene il senso del mimetismo criptico ma gli è andata bene comunque! | Canon 5D3, Sigma 180mm macro

MIMETISMO MULLERIANO

I colori brillanti , solitamente il giallo, rosso o il nero, sono usati per avvisare della tossicità di chi li sfoggia. E’ un’arma di difesa molto efficace. L’organismo dell’animale è in grado di liberare sostanze velenose per i predatori, che associano il pericolo ai colori forti e evitano di mangiare la preda. Anche gli anfibi, come l’ululone e la salamandra pezzata, adottano questa tattica.

I colori accesi di questa farfalla Amata phegea non lasciano dubbi circa la sua tossicità | Canon 7D, Sigma 180mm macro

La vivace combinazione di colore di queste salamandre pezzate è un chiaro avvertimento per i predatori | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

L’unkenreflex è la postura di difesa dell’ululone Appenninico per mettere in mostra i suoi sgargianti colori | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

MIMETISMO BATESIANO

In questo caso il mimetismo di alcuni tipi d’insetti porta a imitare altre specie pericolose. I sirfidi sono veri e propri maestri del travestimento. Il mimetismo Batesiano consiste nell’imitare specie velenose e repellenti o hanno efficaci armi di difesa come per esempio il pungiglione delle vespe, api o calabroni. Gli insetti che adottano questa particolare tecnica di difesa ne imitano alla perfezione colori, livree e perfino il comportamento.

La livrea di questo cerambice [Clytus arietus] imita quella di una vespa | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

L’evoluzione ha portato a sviluppare su alcune parti del corpo colori e disegni molto appariscenti e impressionanti, da mostrare all’improvviso in caso di pericolo. In questo modo la preda riesce a spaventare il predatore. Generalmente questi disegni sono rappresentati da grossi “occhi” sul dorso dei bruchi o nelle ali delle farfalle. Molto spesso i bruchi replicano la forma della testa su zone non vitali. In questo modo hanno una possibilità in più di salvarsi in caso di attacco.

Il bruco di Papilio memnon ha sul dorso dei disegni che ricordano due occhi grandi per spaventare i predatori che arrivano dal cielo | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

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