Panstarrs C/2011 L4, la prima cometa del 2013

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Pan-starrs

Prima la cometa Panstarrs assieme alla Lemmon. Entro fine anno sarà visibile la spettacolare C/2012 S1 ISON, la C/2013 R1 Lovejoy e la 2/P Enke. Il 2013 si può definire con certezza l’anno delle comete. La cometa C/2011 L4 Panstarrs, soprannominata anche cometa di Pasqua, è molto difficile da fotografare nel nostro emisfero.

E’ possibile osservare la cometa prima nell’emisfero australe poi in quello boreale da marzo fino ad aprile. Individuarla a occhio nudo non è per niente semplice, anche con un cielo limpido e con poco inquinato luminoso.

Senza fare tanti calcoli la Panstarrs è visibile la sera a ovest, dove tramonta il sole dopo le ore 19. Se in primo momento la cometa era piuttosto bassa all’orizzonte ma molto luminosa, col passare dei giorni si è alzata verso nord perdendo però luminosità allontanandosi dal sistema solare.

Il fotografo Gabe Brammer è riuscito a immortalare la Panstarrs assieme alla cometa C/2012 F6 Lemmon e un asteroide in questa spettacolare fotografia scattata nei pressi dell’osservatorio del Paranal.

Non mi sono mai cimentato nella fotografia astronomica così, circa un mese fa, ho deciso di testare la Canon 5D3 e lo Zeiss Distagon 21mm in notturna. Arrivato in collina, ho sistemato il cavalletto e ho fatto una serie di scatti provando varie combinazioni di tempi, diaframmi e valori ISO.

Astrofotografia
Lo spettacolo del cielo stellato nelle colline di Forlì | Canon 5D3, Zeiss Distagon 21mm

Anche se il luogo di scatto non è l’ideale per le osservazioni astronomiche perché vicino alla città e con troppo inquinamento luminoso, è impressionante vedere quante stelle invisibili all’occhio vengono catturate dal sensore digitale della reflex. Ho cercato quindi un nuovo posto che mi permettesse di fare altre prove e mi sono diretto verso le colline di Portico e San Benedetto, vicino alle Cascate dell’Acquacheta e il “vulcano” del Monte Busca.

Notte stellata
Anche se il luogo di scatto è più isolato l’inquinamento luminoso è ben visibile | Canon 5D3, Zeiss Distagon 21mm

Tornando alla Panstarrs, oltre alle già citate difficoltà di osservazione, ci si è messo anche il brutto tempo a peggiorare le cose, con una pessima visibilità del cielo. Nonostante tutto giovedì 21 marzo il cielo ha mostrato una bella schiarita e così mi sono convinto. Le previsioni per i giorni seguenti non promettevano nulla di buono, era davvero l’unica occasione rimasta per osservarla.

Dato che la Panstarrs rimane bassa sull’orizzonte, prima di tutto dovevo posizionarmi ben al disopra del livello del mare per avere la visuale più libera possibile. Uscendo la sera tardi dal lavoro e avendo di conseguenza poche possibilità di spostarmi la scelta è ricaduta su Bertinoro, un piccolo comune a circa 15 chilometri da Forlì.

Presa la strada che da Bertinoro porta a Monte Maggio mi sono fermato sul ciglio della strada con la vista libera ad ovest, a circa 300 metri sul livello del mare. Appena sceso dalla macchina, ho capito che sarebbe stata molto dura fotografare la cometa: l’inquinamento luminoso del circondario di Forlì è devastante!

Senza fare troppi calcoli, per orientarmi mi sono affidato all’applicazione su iPhone Sky Safari per localizzare la cometa, invisibile a occhio nudo. Montata la reflex su cavalletto, ho montato lo Zuiko OM 50mm 1.2 per avere un angolo di campo abbastanza ampio da permettermi di localizzare la Panstarrs.

Panstarrs
La cometa Panstarrs piccola e bassa all’orizzonte | Canon 5D3, Canon 24-105 Lis

Dopo aver individuato l’esatta posizione nel display della reflex, per fotografarla ho utilizzato il Canon 24-105 L is. Non è l’obiettivo più adatto per fare foto astronomiche ma se avessi utilizzato lo Zeiss Distagon 21mm la cometa sarebbe risultata troppo piccola nel fotogramma.

Il risultato è senza dubbio migliorabile ma essendo la mia prima foto a una cometa e tenendo conto del luogo non adatto, sono molto contento del risultato. Adesso non mi resta che studiare una bella location per fotografare la cometa ISON se riuscirà a sopravvivere al calore del Sole durante il passaggio ravvicinato del perielio.

Aggiornamento sulla Cometa ISON - cos'è rimasto?
Purtroppo la cometa ISON non ce l’ha fatta, durante il passaggio del perielio (il punto della sua orbita più vicino al Sole) è stata disintegrata dal calore dell’eccessiva vicinanza alla stella. La fine della cometa è stata documentata in diretta grazie al coronografo LASCO montato a bordo del satellite SOHO. Dopo il perielio, il coronografo ha mostrato una piccola traccia riaccendendo le speranze degli appassionati. Probabilmente però sono solo le polveri e i resti della cometa che non sono stati vaporizzati dal Sole.

Filmato della cometa ISON ripreso dal coronografo LASCO mentre passa il perielio.

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1 COMMENTO

  1. Non credo che esista un’aggettivo per descrivere queste fotografie…. Magnifiche Meravigliose ….Sei straordinariamente bravo !!!

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