Centinaia fra specie e sotto specie di orchidee selvatiche sono diffuse in tutto il territorio italiano. Queste delicate piante sono molto sensibili e soffrono particolarmente a causa dell’uomo e dell’alterazione dell’ambiente. Per questo motivo bisogna preservare il più possibile i loro habitat, salvaguardando questo fragile patrimonio. La maggioranza delle orchidee selvatiche, a differenza dei vistosi ibridi tropicali creati in serra, è di piccole dimensioni e si mimetizza alla perfezione nei prati fra i colorati fiori di campo. Alcune orchidee richiedono molta pazienza per essere trovate ma durante il periodo di fioritura, che va da aprile fino all’estate inoltrata, basta prestare un po’ di attenzione durante una semplice scampagnata che, come per magia, ci stupiranno con le loro splendide fioriture.

Orchidee selvatiche
Ophrys apifera | Canon 5D3, Sigma 180mm macro
Thomisidae orchidea selvatica
Thomisus onustus su Neotinea tridentata | Canon 7D, Sigma 180mm macro
Himantoglossum adriaticum
Himantoglossum adriaticum | Canon 5D3, Sigma 180mm macro

E’ piuttosto facile trovare gli esemplari più comuni lungo i bordi delle strade di collina, dove le piante emergono facilmente grazie allo sfalcio periodico dell’erba. Le orchidee selvatiche si trovano in ambienti molto diversi fra loro come paludi, sottobosco o prati di alta montagna. Molte orchidee selvatiche sono a rischio di estinzione anche a causa della brutta abitudine di estirpare i bulbi: sono piante con esigenze ben precise e difficili da mantenere in vaso. Questa pratica, oltre che veramente dannosa per l’ambiente, è anche inutile in quanto le orchidee estirpate non riusciranno quasi mai ad adattarsi alle nuove condizioni.

Anacamptis morio
Anacamptis morio | Canon 5D3, Sigma 180mm macro
Ophrys bertolonii
Ophrys bertolonii | Canon 7D, Sigma 180mm macro
Orchis purpurea
Orchis purpurea | Canon 7D, Sigma 18-50mm macro

Ci sono diversi metodi per fotografare le orchidee selvatiche ma i risultati migliori si ottengono con obiettivi macro, ottimizzati cioè per la massima resa alla minima distanza di messa a fuoco, o con obiettivi grandangolari per le foto ambientate. Per i fiori e la pianta intera utilizzo prevalentemente il Sigma 180mm macro, ora su Canon 5D3 e, tramite adattatore, su Sony A7II. Per schiarire le ombre trovo molto comodi i faretti a led in luogo del flash, perché creano contrasti meno marcati e hanno una luce più diffusa. Per questo genere di foto uso sempre il cavalletto con testa a sfera, entrambi Manfrotto, e telecomando per scatto remoto.

Dactylorhiza maculata
Dactylorhiza maculata trovata all’interno di un cimitero abbandonato | Canon 7D, Sigma 180mm macro e Sigma 18-50mm macro
Orchis simia
Neanide di Tettigonia viridissima su Orchis simia | Canon 7D, Sigma 180mm macro
Condividi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here