Il mimetismo degli insetti

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Mimetismo

L’arte del mimetismo è la principale tecnica di sopravvivenza utilizzata da molti animali che adattano il proprio corpo e le proprie movenze secondo l’habitat in cui vivono. In questo modo i predatori riescono a cacciare con maggior successo  mentre le prede passano inosservate agli occhi dei loro aggressori.

MIMETISMO CRIPTICO

Gli animali scoprono un eventuale pericolo grazie alla percezione del movimento. Se il predatore si confonde completamente fra i colori e le forme del substrato, dei rami o dei fiori, ha molte più possibilità di riuscire a catturare le sue prede. Molte specie d’insetti si sono evolute in modo tale da somigliare a ramoscelli, spine e foglie, riducendo al minimo i movimenti per diventare tutt’uno con l’ambiente (i bruchi della famiglia Geometridae per esempio piuttosto che gli insetti stecco o foglia). Imitano i colori e le forme dell’ambiente circostante per passare inosservati: le mantidi fiore o i ragni della famiglia dei Thomiside sono ottimi campioni di mimetismo.

Mimetismo
Il ragno granchio, o granchio dei fiori [Thomisus onustus] rimane in agguato immobile su una pianta di Euphorbia imitandone i colori | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash
Mimetismo insetti
Alcuni lepidotteri riescono perfettamente a passare inosservati | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash
Tarentola mauritanica
Anche i rettili e gli anfibi sono maestri di mimetismo come questa Tarentola mauritanica | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash
Mimetismo criptico
In questo caso il ragno granchio non ha capito bene il senso del mimetismo ma gli è andata bene comunque! | Canon 5D3, Sigma 180mm macro

MIMETISMO MULLERIANO

Quando l’arma di difesa è rappresentata dalla tossicità del soggetto messa bene in evidenza da livree con colori sgargianti e vivaci: l’organismo è in grado di liberare sostanze velenose per i predatori che associano il pericolo ai colori forti, evitando di mangiare così la preda. Anche gli anfibi come rane e salamandre adottano questa tattica.

Amata phegea
I colori accesi di questa farfalla Amata phegea non lasciano dubbi circa la sua tossicità | Canon 7D, Sigma 180mm macro
Mimetismo salamandra
La vivace combinazione di colore di queste salamandre pezzate è un chiaro avvertimento per i predatori | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

MIMETISMO BATESIANO

In questo caso il mimetismo di alcuni tipi d’insetti, fra cui i sirfidi maestri del travestimento, porta a imitare altre specie che sono velenose e repellenti o hanno efficaci armi di difesa come per esempio il pungiglione delle vespe, api o calabroni. Gli insetti che adottano questa particolare tecnica di difesa ne imitano alla perfezione colori, livree e perfino il comportamento.

Mimetismo
La livrea di questo cerambice [Clytus arietus] imita quella di una vespa | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash

L’evoluzione inoltre ha portato a sviluppare su alcune parti del corpo, colori e disegni molto appariscenti e impressionanti da mostrare all’improvviso in caso di pericolo, in modo che la preda riesca a spaventare il predatore. Generalmente questi disegni sono rappresentati da grossi “occhi” (sul dorso dei bruchi o nelle ali delle farfalle) e molto spesso replicano la forma della testa su zone non vitali, per avere più possibilità di salvezza in caso di attacco.

Mimetismo animale
Il bruco di Papilio memnon ha sul dorso dei disegni che ricordano due occhi grandi per spaventare i predatori che arrivano dal cielo | Olympus E-1, Zuiko digital 50mm macro, twin flash
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