La riserva di Scardavilla, antica testimonianza dei boschi romagnoli

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Scardavilla

La riserva di Scardavilla è un’area di estrema importanza ecologica situata nelle prime colline tra Forlì e Meldola. E’ l’unica testimonianza che rimane dell’antico bosco che ricopriva la Romagna. Scardavilla nasce dopo il 1200 come distaccamento del convento di Santa Maria di Vincareto di Bertinoro. I monaci si dedicavano, oltre alle preghiere, anche all’allevamento del bestiame e all’agricoltura nelle zone circostanti il monastero di Scardavilla di sotto.

Un’ampia visuale sulla riserva di Scardavilla | DJI Inspire, Zenmuse X5
alessio di leo
Gli spettrali ruderi dell’eremo di Scardavilla di sopra | Olympus E-1, Olympus Digital 14-54mm

Nel XVI secolo il monastero passa alle dipendenze dei monaci camaldolesi che, grazie al loro codice forestale, contribuiscono in maniera determinante al mantenimento dell’integrità del bosco. I monaci poi costruirono un nuovo eremo sul vicino monte Lipone. Il complesso era formato da una chiesa in stile barocco e da un imponente palazzo. L’eremo era circondato da un esteso querceto secolare e un ampio viale che congiungeva Scardavilla di sopra con il nucleo di Scardavilla di sotto. Una cinta muraria lunga un paio di chilometri proteggeva il complesso monastico, compresi il bosco e i campi coltivati.

Riserva scardavilla
Il bosco di querce ha subito dei drastici tagli per far posto ai campi coltivati | Canon 30D, Sigma 18-50mm
Scardavilla flora
Sigillo di Salomone [Polygonatum multiflorum] e un’orchidea selvatica Cephalanthera damasonium rinvenuti all’interno della riserva
Dopo l’abbandono dei monaci e la cessione ai privati, per il complesso di Scardavilla e i suoi magnifici boschi inizia un periodo buio. Il terremoto del 1870 contribuì poi alla parziale distruzione del convento di Scardavilla di sotto, mentre i privati procedevano al taglio indiscriminato dei boschi in favore dei campi coltivati.

Scardavilla meldola
Il lungo viale che congiunge Scardavilla di sotto con Scardavilla di sopra | Olympus E-1, Olympus Digital 14-54mm
Rospo smeraldino
Il rospo smeraldino [Bufotes viridis] è facilmente riconoscibile grazie alla sua particolare livrea | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash
La seconda guerra mondiale segna irrimediabilmente il bosco di Scardavilla con l’abbattimento di una gran quantità di querce secolari e la conseguente scomparsa di ampie zone del bosco. I resti delle antiche mura di cinta vengono definitivamente smantellati.

Natrice
Una natrice dal collare [Natrix natrix] mentre preda un orbettino | Canon 30D, Canon 100-400 Lis
Bosco scardavilla
Particolari all’interno della riserva di Scardavilla

Scardavilla diventa una riserva regionale nel 1991 gestita dal museo di Meldola. Con la nuova gestione parte l’ambizioso progetto per preservare quel poco che è rimasto dell’antico bosco. Oggi l’area protetta si estende su appena trenta ettari, dove l’attività umana è fortemente limitata. Il chiostro di Scardavilla di sotto, restaurato preservando il suo aspetto quattrocentesco, è usato principalmente per celebrare matrimoni. In lontananza, il rudere della torre del campanile di Scardavilla di sopra si erge spettrale fra le chiome degli alberi.

Scardavilla riserva
Il chiostro di Scardavilla disotto viene usato oggi per feste e matrimoni | DJI Inspire, Zenmuse X5
Licheni
Xanthoria parietina, sgargianti licheni sopra i tronchi degli alberi | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash

La flora all’interno della riserva è molto varia e diversificata. In autunno i tronchi vengono ricoperti da sgargianti e colorati licheni, mentre nel sottobosco spuntano una gran varietà di funghi. Molte sono le piante che trovano nel terreno di Scardavilla le giuste condizioni per crescere. A seconda dei periodi è possibile osservare il Dente di cane, il Sigillo di Salomone, primule e orchidee selvatiche.

Funghi
In autunno nella riserva di Scardavilla è possibile trovare una gran varietà di funghi | Canon 30D, Canon 100-400 Lis
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Il terreno di Scardavilla è adatto alla crescita delle orchidee selvatiche, come queste Orchis purpurea | Canon 30D, Sigma 18-50

Il nucleo della foresta è composto principalmente da querce. In tutto il mondo ne esistono oltre 250 specie, di cui solo una decina si trovano in Italia. Sono alberi dal fusto dritto e massiccio, con una chioma irregolare e voluminosa, effetto dato dai rami molto biforcuti. Proprio grazie alle querce, in zona è presente il cervo volante [Lucanus cervus], uno dei coleotteri più grandi esistenti in Europa, simbolo della riserva di Scardavilla. Il cervo volante depone le uova alla base di vecchi alberi e legni marcescenti. Le larve, munite di potenti mandibole, scavano all’interno dei tronchi marci fino al momento della metamorfosi.

Cervo volante [Lucanus cervus] | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash
Anthocharis cardamines
La Anthocharis cardamines è una bellissima farfalla diurna della famiglia Pieridae | Olympus E-1, Zuiko OM 135mm, tubo prolunga 25mm
Ape insetto
Ape [Apis mellifera] | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash
La riserva vanta anche una notevole varietà di animali. E’ facile avvistare mammiferi come caprioli e istrici o una gran varietà di uccelli, in particolare i rapaci notturni. Scardavilla è l’habitat ideale anche per numerosi anfibi come il tritone, la raganella, il rospo smeraldino e la rana agile. Gli appassionati di macrofotografia non rimarranno certo delusi dalla gran quantità di invertebrati, numerosi in qualsiasi ora del giorno e della notte.

Empis sp. | Canon 7D, Sigma 180mm macro
Capriolo
Un gruppo di caprioli si aggira guardingo fra i campi di Scardavilla | Canon 30D, Canon 100-400 Lis
Stenopterus ater
Una splendida coppia di Stenopterus ater | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash
Alessiodileo macrofotografia
Dolichopodidae sp. | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash

Quando cala la notte, la riserva di Scardavilla offre innumerevoli spunti per fotografare specie prevalentemente crepuscolari o notturne. L’atmosfera è davvero suggestiva. Si fotografa al buio, immersi nella tranquillità del bosco e accompagnati solo dai richiami degli animali.

Maggiolino
Il maggiolino [Melolontha melolontha] è goffo e rumoroso in volo ma individuarlo posato sulle foglie di notte è un’impresa non da poco | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash
Tegenaria
Una Tegenaria sp. caccia le sue prede di notte | Olympus E-1, Zuiko Digital 50mm macro, twin flash

Per visitare a Scardavilla è necessario richiedere un’autorizzazione al comune di Meldola. All’interno dell’area ci sono pochi sentieri da cui è severamente vietato uscire, nel rispetto della flora e della fauna. Lungo i sentieri, delle bacheche informative illustrano i diversi ecosistemi e i loro abitanti. Nel 2016 è stato raggiunto l’importante traguardo dei 25 della costituzione della riserva.

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